Progetto C.A.S.E. - L'Aquila (AQ)

Ricostruzione in Abruzzo

Il terremoto del 6 aprile 2009 a L’Aquila resterà nelle cronache come una delle calamità naturali più tragiche della recente storia nazionale. Un’intera città, capoluogo di regione, è stata messa in ginocchio, mentre decine di migliaia di persone hanno perso, più o meno irrimediabilmente, la propria abitazione.

Per far fronte a tale problema, la Protezione Civile ha indetto un bando di gara europeo per il Progetto C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili): Wood Beton si è aggiudicata il primo posto nella graduatoria offerenti e con 72,78 punti ha letteralmente sbaragliato i numerosi concorrenti, sia dal punto di vista tecnologico che progettuale, aggiudicandosi la costruzione di un lotto comprendente 5 edifici che, in seguito, sono diventati 8.

 

Gli edifici realizzati si compongono di 4 blocchi ciascuno, alti 3 piani; i 4 blocchi sono collegati da 3 vani scala che, essendo arretrati rispetto al filo di facciata degli appartamenti, consentono di separarli visivamente. Ad ogni piano ci sono 8 appartamenti con vari tagli di alloggio: monolocali, bilocali, trilocali e quadrilocali, per poter adeguatamente rispondere alle esigenze degli utenti finali.

Tutti gli edifici sono stati realizzati in X-lam: pareti e solai, così come le scale, i vani ascensore e i balconi in legno, sono stati interamente prefabbricati in stabilimento e successivamente montati in cantiere, riducendo così i tempi di realizzazione e garantendo edifici ad alto comfort abitativo, dove qualità e risparmio energetico sono un tutt’uno.
Complessivamente, sono state realizzate 192 abitazioni, impiegando 55 giorni ogni 24 appartamenti.

La Direzione Generale si è mostrata entusiasta per questa importante vittoria per il progetto C.A.S.E., visto come un significativo passo per la ricostruzione, dove anche Wood Beton porta il proprio contributo.

“Oggi costruire significa prima di tutto generare un rapporto di fiducia tra un edificio e i suoi abitanti. Un edificio deve avere un’anima, deve essere la risposta concreta alle esigenze di chi vi risiede, non solo in termini architettonici ma soprattutto emozionali.  Costruire significa creare le basi per vivere meglio le nostre città e il nostro territorio. In questo senso una visione solo estetica dell’architettura non è più sufficiente, perché le costruzioni non sono e non possono divenire prodotti di “consumo”.  Chi progetta non può esimersi dall’assumersi un compito molto importante: quello di disegnare gli spazi in cui le persone vivono.  La casa è più di un bisogno. È un sogno a cui ognuno di noi aspira, e che nell’emergenza diviene espressione di una speranza nuova, di un futuro possibile.  La casa “in tempo reale” non nasce a caso, ma scaturisce dall’incontro tra un evento disastroso, il pronto intervento della Protezione Civile, la correttezza di un bando, la grande esperienza e innovativa visione organizzazione di un’azienda. Queste abitazioni nascono dal dolore e al contempo dalla speranza di un futuro sostenibile. Gli spazi sono semplici, prevedibili e previsti e dunque rassicuranti e solidi. Sono case reali, che ogni persona occuperà per reagire alla realtà, per riconquistare la serenità”.  Ing. Giovanni Spatti – Co-Fondatore e Progettista Wood Beton Spa.

Sistemi costruttivi utilizzati